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PROBIOTICI: RAPPORTI DELL’UNIVERSITA’

Recenti ricerche sperimentali hanno individuato la possibilità di utilizzare nuove metodologie di igienizzazione e sanificazione, che sfruttano il “principio della competizione biologica”, utilizzando prodotti probiotici.
I PROBIOTICI si trovano quindi sotto forma vegetativa e sporigena – con carica
microbica non patogena e sono in grado di colonizzare le superfici su cui vengono applicati, contrastando quindi la proliferazione delle altre specie batteriche in base al principio della esclusione competitiva.

studio condotto da:

Alberta Vandini*, Paola Antonioli**, Luca Lanzoni*, Maria Teresa
Camerada*, Maddalena Coccagna*, Alessio Branchini*** Daniela
Platano****, Pier Giorgio Balboni*, Sante Mazzacane*
* CIAS, Centro studi Inquinamento Ambienti elevata Sterilità, Centro di ricerca
interdipartimentale Dipartimento di Architettura e Dipartimento di Scienze
Mediche, Università di Ferrara
** Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, Struttura Dipartimentale di
Igiene Ospedaliera e Qualita’ dei Servizi Ambientali, Ferrara
*** Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie, Università di Ferrara
****Dipartimento di Biomedicina e Scienze motorie, Università di Bologna

NEL RAPPORTO viene quindi citata la legge di Gause, (1934).

Questa enuncia che: due diverse specie (batteriche e/o fungine), che insistono sullo stesso microcosmo ecologico, non possono coesistere in equilibrio stabile se fanno riferimento agli stessi substrati nutritivi, ma una delle due, normalmente la meno esigente per fattori nutrizionali, diventerà predominante rispetto all’altra, potendone causare anche l’estinzione.

Stadi di evoluzione del Biofilm. Questo schema illustra i 5 stadi di evoluzione del Biofilm: attacco iniziale, ancoraggio irreversibile, prima maturazione, seconda maturazione e dispersione finale. Sotto lo schema vengono mostrate al
microscopio elettronico le rispettive 5 fasi rappresentative di ogni steps. Immagine di D. Davis form Monroe, D “Looking for Chinks in the Armor of Bacterial Biofilms” PLoS Biol, Vol 5, issue 11.

Ulteriori sviluppi delle attività di ricerca
Conseguentemente ai dati positivi ottenuti nella prima fase della ricerca, si è voluto verificare l’ipotesi di una possibile relazione sussistente tra eventi infettivi (ICA) e le caratteristiche microbiologiche ambientali.
E’ stata quindi attivata una seconda ricerca sperimentale, basata su approccio integrato tra metodologia di sanificazione e buone prassi igieniche (compliance delle mani), che ha permesso di constatare, in 14 mesi di campionamenti nell’Ospedale di San Giorgio di Ferrara, una riduzione tendenziale di oltre il 60% degli eventi infettivi.

situazione batterico

In questo passaggio, pertanto, il protocollo di buone pratiche igieniche e stato integrato con il protocollo di pulizie stilato dall’azienda stessa. Dovendosi logicamente attuare una politica a tutto campo di gestione del rischio infettivo, il protocollo di pulizia, consistente in un insieme di operazioni, tra loro coordinate, che prevedevano, tra l’altro, una adeguata formazione del personale, l’utilizzo di attrezzature, panni e materiali ad elevato contenuto
tecnologico, nonché un programma di verifiche e controlli atti a garantire il raggiungimento di un idoneo livello di igiene degli ambienti al fine di conseguire l’obiettivo finale: l’igiene dell’ambiente nosocomiale.

CONCLUSIONE
L’impiego dei probiotici nelle procedure di igienizzazione e sanificazione di case private, uffici e degenze ospedaliere si è rilevato essere una tecnica di sicuro interesse, poiché permette di ridurre, dell’80 % circa ed oltre, i livelli di carica batterica potenzialmente patogena, di fatto indipendentemente dal tipo di superfici sanificate.
Tuttavia un corretto sistema di pulizia delle degenze ospedaliere non è centrato solo sullo specifico agente o prodotto impiegato, ma su di un insieme integrato di operazioni e controlli incrociati, in grado di garantire la struttura sanitaria, in termini di efficacia del risultato complessivo e di valorizzazione e quantificazione del risultato medesimo.
Quanto affermato determina, comunque, la necessità di un salto culturale da parte degli operatori privati e pubblici del settore, determinato dalla esigenza di approfondire sotto il profilo scientifico le consuetudini in uso, allo stato dei fatti poco o per nulla, basate su idonee sperimentazioni di campo e le corrette modalità di interpretazione e valutazione dei campionamenti microbiologici, comunque condotti.

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